Gartner porta l’attenzione su quanto il Cloud Computing generi ancora confusione nonostante le ottime prospettive e l’incessante parlare che se ne fa. Gartner ha sintetizzato quelli che ritiene i dieci “miti” più pericolosi e fuorvianti che ICT4Executive ci restituisce in un interessante analisi, che vi dettagliamo qui di seguito:

1 – Il Cloud fa risparmiare soldi

Anche se le tariffe per i servizi di IaaS (Infrastructure as e Service) sono in calo, questo non vale per tutta l’offerta Cloud, e in particolare per diversi tipi di SaaS (Software as a Service). Inoltre sottolinea Gartner: «Risparmiare denaro può essere uno dei vantaggi, ma non datelo mai per scontato».

2 – Bisogna essere “Cloud” per essere innovativi

Spesso il gran parlare e scrivere che si fa sul Cloud favorisce questo luogo comune. Alcune organizzazioni IT contribuiscono poi all’equivoco, definendo impropriamente “Cloud” dei progetti per ottenere più facilmente finanziamenti, o per rispondere a richieste ed esigenze non sufficientemente chiare da parte del business.

3 – Il Cloud si può usare per tutto

Questo mito è collegato al precedente. Ci sono dei casi d’utilizzo in cui il Cloud è fortemente consigliabile, ma non tutte le applicazioni e i workload possono beneficiare di una migrazione in Cloud.

4 – La strategia Cloud è “l’ha detto il CEO”

Sono molte le imprese che iniziano a lavorare sul Cloud Computing semplicemente perché lo ordina il CEO. Avere una strategia Cloud però significa avere un piano studiato e strutturato: fissare gli obiettivi di business, confrontarli con i possibili benefici ottenibili dal Cloud, e mitigare i possibili lati negativi. Il Cloud, sottolinea Gartner, va visto come un mezzo per arrivare a un obiettivo, che deve essere fissato prima di tutto.

5 – Il Cloud è una sola tecnologia, e basta un solo fornitore

Il Cloud Computing è un insieme molto ampio di livelli tecnologici (IaaS, PaaS, SaaS), servizi, modelli, ambiti d’azione e applicazioni e la strategia Cloud deve prima di tutto allineare obiettivi di business e potenziali benefici: sono questi che devono determinare le iniziative da valutare, più che l’idea di standardizzare tutto su una sola tecnologia o fornitore “a prescindere”.

6 – Il Cloud è meno sicuro delle infrastrutture “in casa”

Questo è un classico preconcetto che ormai non ha nessun raffronto concreto nelle analisi dei reali livelli di sicurezza. Storicamente a oggi sono state registrate pochissime violazioni di sicurezza nei Public Cloud, mentre molti di più sono quelli che colpiscono data center privati. È giusto chiedere ai fornitori di Public Cloud tutte le garanzie certificate del caso, ma se le garanzie ci sono non c’è ragione di ritenere le loro infrastrutture poco sicure.

7 – Il Cloud non può coprire processi mission-critical

 Il Cloud va adottato con una strategia graduale e valutando caso per caso. I primi approcci non dovrebbero quindi riguardare mai processi mission-critical. Tuttavia molte organizzazioni sono andate oltre i progetti pilota e le sperimentazioni, e ci sono imprese ormai grandi (non più startup) che sono “cloud native”, e gestiscono interamente il proprio business “nella nuvola”.

8 – Cloud significa Data Center

La realtà è che la strategia Cloud non coincide con la strategia Data Center. Nei Data Center non tutta l’infrastruttura è dedicata al Cloud, e occorre valutare bene ogni volta che si sposta qualche carico di lavoro fuori dal Data Center. Decisioni come l’oursourcing o la modernizzazione dei data center, sottolinea Gartner, difficilmente hanno a che fare con la strategia Cloud.

9 – Migrare al Cloud assicura tutti i benefici del Cloud

Ci sono dei benefici di base, per esempio la possibilità di evitare l’acquisto di hardware, ma altri dipendono da progetti, tecnologie e modelli di fruizione. Le caratteristiche del Cloud non sono transitive.

10 – Private Cloud significa Virtualizzazione

La virtualizzazione non è una condizione necessaria, e neanche sufficiente: anche se è fatta bene, la virtualizzazione non è Cloud Computing, e questo concetto è fondamentale nelle discussioni sul Private Cloud, che tipicamente si basa su ambienti altamente virtualizzati e automatizzati: «Ma un ambiente altamente virtualizzato e automatizzato – sottolinea Gartner – non è ancora un Private Cloud».