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Proponendo usualmente ai miei clienti progetti di E-Commerce, ho iniziato a documentarmi sulla Web Tax, o meglio sull’emendamento che è stato inserito nell’ultima manovra di governo. Un po’ di chiarezza è necessaria in quanto l’E-Commerce rappresenta l’evoluzione naturale di concetti come social media Marketing e Brand Awarness.

Considerando che un sito dedicato alla vendita puo’ essere considerato una Piattaforma Digitale, la Web Tax è tenuta a pagarla l’Azienda che, mediante essa, vende beni e servizi o che utilizza la stessa per inserzioni pubblicitarie . L’emendamento stabilisce anche una aliquota che è pari al 3% e le modalità di versamento che dovrebbero essere trimestrali.

L’emendamento chiarisce anche che la Web Tax saranno tenuti a pagarla anche le aziende che raccolgono dati sensibili dai propri utenti e che trasferiranno con modalità diverse, tali dati ad altre aziende. Per i nostri usuali clienti di riferimento tale attività non è ‘Core Business’ per cui le preoccupazioni diminuiscono.

La Soglia è rappresentata dai Ricavi

Una buona notizia è rappresentata dal fatto che il Governo ha stabilito delle soglie sui Ricavi. In definitiva, per essere soggetti alla Web Tax, si devono totalizzare, nell’anno solare, ricavi per una cifra superiore a 750 milioni di Euro e ricavi su Servizi Digitali non inferiori a 5,5 milioni di Euro. In sostanza, le aziende che saranno interessate a questa nuova imposizione saranno i colossi quali Facebook, Amazon, Alibaba…etc.

Conclusioni

Per chi ha intenzione di spostare in parte o tutte le proprie attività di vendita sul web, non dovrebbero esserci preoccupazioni di sorta. Mi auguro ovviamente  per loro che il problema possa prospettarsi in futuro.